TORINO TOGLIATTI 1966-2026 UNO STABILIMENTO GRANDE SUBITO
22 maggio – 4 ottobre 2026
È stata una delle ultime grandi imprese industriali del secondo Novecento. Sessant’anni fa Vittorio Valletta, presidente della FIAT, firmava con i sovietici l’accordo per la costruzione di uno stabilimento per la produzione di automobili nella città di Togliatti. Claudio Giunta e Giovanna Silva ci sono tornati per documentare quell’impresa – e quello che è venuto dopo. Mostra a cura di Claudio Giunta e Giovanna Silva con Maurizio Torchio
Allestita al Centro Storico Fiat – dove, nel maggio del 1966, venne firmato lo storico accordo che regolava la collaborazione tra Italia e Unione Sovietica per la realizzazione dello stabilimento AutoVAZ – la mostra ripercorre le vicende che permettono alla Fiat di “mettere i sovietici al volante”: non solo un episodio di cronaca industriale, ma anche una delle più audaci operazioni di diplomazia parallela della Guerra fredda, che chiama in causa i principali attori internazionali dell’epoca, da Chruščëv a Kosygin, da Kennedy al segretario alla Difesa McNamara.
L’esposizione intreccia due livelli di narrazione. Da un lato, la documentazione storica conservata negli archivi del Centro Storico Fiat – fotografie, carte amministrative, relazioni tecniche, telegrammi, disegni e corrispondenza – restituisce il contesto politico, industriale e umano che accompagna la nascita dello stabilimento AutoVAZ e della città di Togliatti. Dall’altro, i contributi di Giovanna Silva e Claudio Giunta rileggono quella vicenda a distanza di oltre mezzo secolo, interrogandone le tracce ancora visibili nel paesaggio urbano, nelle architetture, nelle memorie individuali e nei documenti stessi. Ne emerge un racconto stratificato in cui il materiale d’archivio non assume soltanto valore testimoniale, ma diventa strumento di interpretazione, capace di far dialogare il passato e il presente.
- LA MOSTRA
Accanto ai documenti storici e alla vettura protagonista di questa storia – la 124 Žigulì -, sono esposte le fotografie realizzate da Giovanna Silva che, in un viaggio a Togliatti fatto nel 2019 con Claudio Giunta, ha documentato che cosa è rimasto della fabbrica e della città: lei fotografa gli edifici; insieme intervistano ex operai ed ex dirigenti, russi e italiani, che lavorarono all’AutoVAZ; lui raccoglie memorie familiari e ricostruisce la Togliatti e la Torino di sessant’anni fa.











- GLI ARCHIVI
L’ultimo tipo di contributo documentale è quello realizzato da Giovanna Silva che ha realizzato una serie di scatti fotografici dei documenti dell’Archivio del Centro Storico Fiat.
Un archivio è come una mappa. Solo che anziché svilupparsi in piano, sull’asse dello spazio, si sviluppa in profondità, sull’asse del tempo. L’Archivio del Centro Storico Fiat racconta la storia della fabbrica, ma – dato che la Fiat ha rappresentato tanta parte della storia di Torino e del nostro Paese – è chiaro che attraverso questa storia si può leggere, come in filigrana, più di un secolo di vita italiana. L’impresa di Togliatti è un momento di questa vita, documentato da decine e decine di faldoni di relazioni tecniche, atti amministrativi, corrispondenza, fotografie, disegni – un dossier imponente che ci permette quasi di vedere nelle varie fasi del suo sviluppo il gigantesco lavoro di squadra che ha portato alla costruzione dello stabilimento. A partire da questo materiale, Giovanna Silva ha sviluppato una personale rielaborazione visiva, incrociando le testimonianze dell’epoca alle fotografie che ha scattato durante il suo soggiorno a Togliatti.









- FILOSOFIA
Percorso espositivo
Il percorso espositivo si sviluppa a partire da un approccio polidisciplinare, ben rappresentato dal team di co-curatori che hanno affiancato Giuliano Sergio: Davide Lorenzone e Ilaria Pani, rispettivamente Conservatore e Responsabile del Centro di Documentazione del MAUTO; Maurizio Torchio, Responsabile Centro Storico Fiat e Roberto Giolito, Head of Heritage Stellantis Italy. Insieme a loro, in qualità di esperti dei rispettivi campi d’indagine e autori dei saggi in catalogo: Clino Trini Castelli, Designer, Maurizio Cilli, Architetto e Artista, Mauro Coppini, Giornalista, Manuel Orazi, Architetto e Roberto Vaccà, Pubblicitario.
- LA STORIA
Togliatti 1966
Sono passati sessant’anni dalla firma del contratto che regola la collaborazione tra italiani e sovietici. Il 4 maggio 1966 – su un tavolo tuttora esposto nella sede del Centro Storico Fiat – Vittorio Valletta firma il protocollo per la costruzione dello stabilimento. L’intesa viene perfezionata in agosto, quando il presidente della Fiat, accompagnato tra gli altri da Gianni Agnelli, Piero Savoretti e Riccardo Chivino, firma a Mosca l’Accordo generale per la realizzazione dell’AutoVAZ, alla presenza del primo ministro Kosygin e del ministro dell’Industria automobilistica Tarasov. Poco dopo iniziano i lavori per la costruzione della fabbrica.
Nell’arco di cinque anni – con un investimento di circa dieci miliardi di euro attuali, sostenuto insieme alle altre aziende di componentistica coinvolte nell’impresa, come la Pirelli, la Riv e la Innocenti – la Fiat realizza una fabbrica capace di produrre più di 600 mila automobili l’anno. Si tratta di una fabbrica ‘verticale’, in cui cioè quasi tutto – a parte gli pneumatici, le apparecchiature elettriche e le parti in vetro – viene realizzato internamente. L’organico è di circa 48 mila tra operai, tecnici e dirigenti.
La città di Togliatti cambia volto. Aveva 60 mila abitanti: nel 1979 ne avrà più di 300 mila, avendo attirato operai e tecnici da tutte le regioni dell’Unione Sovietica, soprattutto giovani reclutati dal Komsomol, l’organizzazione della gioventù comunista, anche perché si parla di Togliatti come di un luogo di lavoro ideale, dove si paga ‘alla occidentale’. Lo slogan è “I nostri padri costruirono Magnitogorsk (uno dei più grandi complessi siderurgici del mondo), noi costruiremo Togliatti”.

- OLTRE L'AUTOMOBILE
Le opere
Le vetture esposte sono corredate da una vasta selezione di opere d’arte, documenti d’archivio, materiali grafici, fotografici e audiovisivi d’eccezione che contribuiscono a definire l’immaginario visivo dell’azienda: dai manifesti e bozzetti pubblicitari di inizio secolo realizzati, tra gli altri, da Leopoldo Metlicovitz e Plinio Codognato – nei quali si compie il transito dalla cultura estetica liberty all’abbagliante potenza delle nuove possibilità tecniche e meccaniche che ispireranno il futurismo – alle opere pittoriche di Mario Sironi, Carlo Carrà e Felice Casorati che offrono una straordinaria rappresentazione della modernità immaginata da Fiat tra le due guerre; dai disegni di Marcello Dudovich e Giuseppe Romano che portano alla ribalta la figura femminile, protagonista della modernità degli Anni Venti, a una serie di fotografie scattate da Luigi Ghirri a Palazzo Grassi negli Anni Novanta.



















- ALLESTIMENTO
Il progetto di allestimento
Il progetto di allestimento della mostra, realizzato dallo studio Leftloft, interpreta alcune delle caratteristiche genetiche della Fiat attraverso scelte semplici e funzionali riproposte in chiave innovativa. Una catena di montaggio, appositamente reinterpretata, si svolge nello spazio interrompendosi e ricominciando in un gioco di rimandi e portando con sé testimonianze e immagini come molecole distintive di un DNA articolato e complesso, in un percorso di focus tematici. Tutto intorno, una proiezione immersiva e cangiante fa da scenografia di contesto, raccontando lo scorrere di 125 anni di cambiamenti sociali, di personaggi, di stili di vita, di accadimenti storici che si sono intrecciati con la storia della Fiat.







- SPIN OFF
Centro Storico Fiat
Il Centro Storico, in via Gabriele Chiabrera 20 a Torino, ospita fino a domenica 4 maggio – il progetto espositivo Memoria e conflitti, spin off della mostra.
Il Centro storico Fiat conserva più di duemila immagini e trecento faldoni di documenti dedicati al tema della conflittualità. Scioperi, manifestazioni, vertenze, volantini, comunicati aziendali, lungo tutto il corso del Novecento. Parte di questo materiale è stato raccolto da chi aveva il compito di garantire la sicurezza aziendale. Foto scattate da dietro le finestre degli uffici verso il basso e il fuori di chi stava premendo ai cancelli. Colpisce, in particolare, la collezione di volantini, unica nel suo genere. Giorno per giorno, attraverso i decenni, i sorveglianti – con cura più attenta di qualsiasi archivista – annotano e allegano tutti i volantini lanciati, distribuiti o fatti trovare dentro e fuori gli stabilimenti. Qualche volta specificano luogo e ora esatti: quale porta di Mirafiori; quale bagno di operai o impiegati; quale striscione, in quale officina.
Si ringraziano: Associazione culturale Vera Nocentini, Fondazione di studi storici Gaetano Salvemini, Fondazione Istituto piemontese Antonio Gramsci, Gruppo Dirigenti Fiat, ISMEL – Istituto per la Memoria e la Cultura del Lavoro, dell’Impresa e dei Diritti Sociali.
- OLTRE LA MOSTRA
Il catalogo
Accompagna la mostra il catalogo Skira Arte nel quale un ricco e significativo apparato iconografico – fatto di immagini d’epoca, disegni, fotografie, bozzetti e manifesti – accompagna i contributi di Giuliano Sergio, Maurizio Cilli, Mauro Coppini, Roberto Giolito, Manuel Orazi, Clino Trini Castelli e Roberto Vaccà.
- PARTNERSHIP
Partner
- PROGETTI E INCONTRI